Onde

di Dario Garelli



La ragazza camminava lungo la spiaggia. I folti capelli neri erano accarezzati dalla leggera brezza mattutina. Gli occhi blu e intensi ammiravano la calda luce dell'alba, l'affacciarsi del sole all'orizzonte.
Il ragazzo era seduto tra gli scogli. Le sue dita si muovevano inquiete tra i capelli arruffati. Gli occhi scuri e lucenti osservavano il delicato frangersi delle onde fra i sassi.
Il mare seguiva la nascita del giorno con la sua danza lenta e pacata.

Poi, l'incrociarsi degli sguardi...
A volte bastano pochi istanti. Lo spazio tutto attorno perde la sua consistenza e si resta immersi nella profondità dello sguardo, solamente quella. Gli occhi diventano rivelatori di un intero mondo di emozioni e sensazioni, una fonte smisurata di energia vitale. E l'intesa reciproca degli sguardi vale più di mille parole: tutto sembra guidato da misteriose leggi primordiali.
Spinti da queste forze affascinanti e irrefrenabili, il ragazzo e la ragazza si abbandonarono per tutto il giorno al puro piacere dei sensi. Le corse mano nella mano per tuffarsi in acqua. I sorrisi. I baci sulle labbra ancora salate. La tenerezza delle carezze. Il calore dei corpi, bagnati e insabbiati. E infine, l'addormentarsi abbracciati sulla spiaggia, cullati dal dolce suono delle onde.
Lei ripercorreva nel sonno quegli istanti preziosi, mischiando i sogni con la realtà... E al suo risveglio lui non c'era più, era sparito nel nulla. Di quel ragazzo dagli occhi lucenti rimaneva solo il ricordo.

Angoscia e solitudine...
La ragazza correva. E piangeva. I suoi passi affannati risuonavano sordamente lungo il sentiero e sembravano affondare nel vuoto circostante. Lo scintillìo delle sue lacrime si perdeva nell'ultima velata luce del tramonto. E in fondo al sentiero la spiaggia appariva fredda e desolata.
Poi qualcosa di nuovo iniziava improvvisamente a prendere vita. Le lacrime andavano mescolandosi al bagliore argenteo dell'acqua illuminata dalla luna piena. Cominciava una di quelle meravigliose notti in cui la sottile cresta delle onde si fonde con la sabbia in un insolito gioco di luci cristalline. E le orme della ragazza sulla sabbia bagnata restavano catturate da questa stupefacente magia di riflessi: la corsa affannata si trasformava in una danza liberatoria.
La fine del pianto. La ragazza distesa sulla riva, accarezzata da quelle onde gentili. E il suo sguardo posato sulle ultime impronte lasciate, ancora marcate da una viva luce. Ogni traccia luminosa sembrava una finestra aperta sull'universo, ogni luccichìo una stella...

Ora. Adesso.
Appena pronunciamo "ora" quell'istante è già passato, nell'incedere incessante e ineluttabile del tempo.
Ma ogni giorno l'immenso mare, con le sue onde distese, accompagna le nostre esperienze di vita.